Blog

Il kitesurf. Quello sport incredibile in cui gli elementi chiave sono il vento e il mare, che consiste nel farsi trainare con una tavola da una vela (kite), sospinti dal vento e che consente, a chi lo pratica, di effettuare spettacolari salti e compiere vere e proprie acrobazie.
Per capire le origini del kitesurfing facciamo un salto indietro nella storia quando l’aquilone (kite), elemento chiave di questo sport, era già utilizzato in vari settori. George Pocock, un insegnante inglese con la passione per le invenzioni, a inizio ‘800 usò un aquilone a 4 cavi di sua progettazione per farsi trainare a bordo di una carrozza nelle campagne di Bristol. L’inglese Samuel Cody nei primi del ‘900 inventa il Cody War-Kites, un aquilone studiato per il sollevamento umano utilizzato dagli inglesi nella prima guerra mondiale come alternativa di dimensioni ridotte del pallone da osservazione; veniva impiegato anche come traino per imbarcazioni in avaria; successivamente, a metà del secolo scorso, una serie di ricerche aerospaziali condotte da Rogallo e Jalbert hanno contribuito all’evoluzione di questo mezzo di trasporto portandolo al concetto moderno di aquilone (deltaplano e parapendio) e dando vita al PowerKiting, aquilonismo da trazione. Reinhold Messner, che ha attraversato enormi distanze su ghiaccio con l’ausilio di aquiloni da traino in Groenlandia e in Polo Nord, si annovera tra i primi divulgatori del forte legame tra aquilone e sport.
Venendo alle origini del kitesurf vero e proprio, siamo negli anni 80, lo scenario lo fanno certamente le meravigliose spiagge hawaiiane e la kite crew è composta da windsurfisti quali: Manu Bertin, Flash Austin, Robby Naish, Eliot Leboe (ex windsurfing tester di una nota rivista americana), Lou Wainman, Rush Rande, Pete Cabrinha, Fadi Issa, Dylan Gramfyre, Francesco Moretti, Mauricio Abreau e tanti altri. Ma facciamo un passo alla volta e vediamo chi ha dato vita a questo sport entusiasmante: l’anno in cui viene indicata la nascita del kitesurf è il 1984 , anno in cui Bruno e Dominique Legaignoux , due fratelli francesi , brevettarono il loro primo kite gonfiabile a cui lavoravano già da diverso tempo. Nello stesso periodo sempre due fratelli americani, Corey e Bill Roeselers , brevettarono il kite ski, sport praticato con un kite a due cavi e uno sci d’acqua, che successivamente venne sostituito da una tavola simile ad un surfboard. Come dicevamo, la location di nascita è l’isola di Maui, Hawaii, dove i pionieri dello sport iniziano ad impiegare non solo i primi Wipika a bladders (brevetto Leigagnoux brothers..) ma anche ali a cassoni non rilanciabili dall’acqua quale il Flexifoil Blade. Inizialmente però pare che la pratica del kiteboarding comporti una profonda limitazione: non è possibile risalire il vento. E così nasce il gruppo dei cosiddetti downriders che giungono sopravento alla spiaggia di Hookipa e di lì iniziano a navigare verso Kanaha beach park, incantevole spiaggia sita a qualche chilometro downwind. Via via questa limitazione stimola la nascita di tavole dal bordo molto tirato ed ali di misura più grande. Combinando lo shape della tavola e la misura del kite ecco che risalire il vento diventa possibile. Si può così affermare che il kiteboarding diventa sport marino “autonomo” verso la fine del 1997/98.
Sempre i fratelli Legaignoux, segnarono un altro punto fondamentale nella storia del kitesurf nel 1997 con il progetto Wind Powered Inflatable Kite Aircraft (WI.P.I.K.A ) , un kite che aveva una struttura con tubolari gonfiabili. Negli anni successivi Robby Naish e Don Montague acquistarono la licenza di uso del brevetto, mentre i fratelli Legaignoux continuarono a lavorare e sviluppare il loro progetto arrivando ad altre innovazioni come il BOW KITE DESIGN, che ha rappresentato un grande passo avanti per la sicurezza, poiché semplicemente lasciando la barra, la potenza del kite si annulla e questo si posiziona a bordo finestra in attesa di nuovi comandi.
E così sul mercato alla prima brand storica, la Wipika, si affianca la Naish kiteboarding e via via altre brand (RRD, Cabrinha, Liqiud Force, etc …).
Tra le tavole, i direzionali all’inizio la fanno da padrone, in alcuni casi si tratta di surfboard adattate con modifiche ai bordi e l’aggiunta di straps. Flash Austin inizia ad impiegare i primi direzionali della RRD e poi passerà ai Mutant di casa Naish (direzionali che entro certi limiti possono navigare quali twin tip).
I Kite gonfiabili si dividono ad oggi in C-kite, Bow – SLE, Delta, Foil, Ibridi.
Alcuni kiters (ad esempio il californiano Peter Trow) continuano ad usare ali a cassoni poiché le prestazioni sembrano superiori, anche se non possono essere rilanciate se cadono in acqua.
Spendiamo qualche parola tecnica sulla struttura dell’elemento principale di questo sport: la vela.
L’estradosso (upper skin): è la superficie esterna dell’ala; l’intradosso (lower skin): è la superficie interna.
il bordo d’entrata o bordo di attacco (leading edge) è la parte anteriore dell’ala, la prima che viene colpita dal vento; il bordo d’uscita (trailing edge) è la parte posteriore dell’ala.
Il boma o barra (bar) è lo strumento che ci permette di controllare il kite. Solitamente è costruito in carbonio, rivestito di gomma antisdrucciolo.
Nella parte frontale del kite, direttamente alle estremità̀ del leading edge o tramite una ramificazione di briglie (bridles), vanno collegate le due linee anteriori (front-lines), che convergono poi in un unico cavo passante dal centro del boma, chiamata cima del depower. Le due linee posteriori (back-lines) si agganciano invece alle estremità̀ del bordo di uscita della vela e ai due estremi del boma. Su molti kite è presente anche la quinta linea, o quinto cavo, che facilita le manovre di decollo del kite dall’acqua, ed è inoltre un efficace sistema di sicurezza che permette di annullare la trazione del kite in caso di necessità. Negli ultimi anni, in alcuni modelli la quinta linea ha assunto anche una funzione strutturale, perché́ aiuta il leading edge a mantenersi in una forma aerodinamicamente più̀ efficiente.
Parlando di stile, nel mondo dell’agonismo, dall’old style (salti esagerati, rotazioni e board off) si passa al new style o power style; in tale contesto ed a maggiori altezze si replica ciò che il grande Lou Wainman faceva agli inizi (raley, handle pass etc..). Ma uno degli elementi davvero innovativi (e distruttivi) per le ossa dei praticanti esperti sono i kite loop, soprattutto unhooked. Infine in questi ultimi anni il wave riding assurge a disciplina autonoma tanto che molti ex campioni di freestyle (Martin Vari ad es.) si gettano entusiasti in questo mondo.
Per quanto riguarda le fasce intermedie e principianti, tutte le innovazioni tecniche e lo sviluppo per migliorare prestazioni, controllo e soprattutto sicurezza, hanno permesso al kitesurf di diffondersi velocemente in tutto il mondo.
Negli ultimi anni diverse aziende hanno sviluppato kite con nuovi profili come Sigma, Delta, Ibridi cercando sempre di più di fornire all’utente ali performanti e divertenti, senza mai dimenticare la sicurezza e la stabilità del mezzo, fattore fondamentale per far avvicinare a questo meraviglioso sport gente di ogni tipo.
Vediamo allora quali sono le mete migliori per tuffarsi (anche per la prima volta) in questo sport entusiasmante: certamente la “città natale”, le isole Hawaii; spostandoci in Europa troviamo la gettonatissima e celebre meta di vento Fuerteventura (Isole Canarie), che oltre al noto spot Sotavento, sede della Kitesurfing World Cup da più di 30 anni, gode di innumerevoli spot dove praticare kite a tutti i livelli di performance (se sei un principiante e ti stuzzica l’idea di provare un kite qui troverai diversi spot che fanno al caso tuo); Tarifa, Capo Verde, Cabarete (Repubblica Dominicana), El gouna e Marsa Alam (Egitto), Italia (sud, isole e lago di Garda), molte isole greche (Rodi, Paro) nonché in Sudafrica, Marocco ed infine tutta la provincia del Ceara nel Nord Est del Brasile famosa per le lagune e spot incontaminati.
Per gli abitanti del vecchio continente, ad ogni modo, il top per il kitesurf rimane sicuramente Fuerteventura.
Point Break Watersport Centre è un punto di riferimento sia per coloro che si avvicinano a questo sport per la prima volta, sia per chi cerca un po’ di adrenalina sfrenata. Situata nel nord dell’isola, Corralejo, principale centro turistico del nord, Point Break è gestita da un team di professionisti qualificati (tutti certificati IKO) e si dedicano totalmente agli sport acquatici (kitesurf, windsurf, surf, sup, pesca).
Tra le altre discipline il Point Break Watersport Centre organizza lezioni di kitesurf, per tutti i livelli…… il nostro corso base kitesurf a Fuerteventura è rivolto ad un pubblico che si avvicina anche per la prima volta a questo genere di sport acquatico e vuole imparare questa nuovissima arte.
I nostri corsi di kitesurf consentono ai principianti di avvicinarsi alla disciplina passando da tutte le tappe fondamentali per apprendere questo tipo di sport; a terra: teoria del volo, conoscenza dei venti, esperienza di volo, uso di tutti i sistemi di sicurezza, cenni di meteorologia, decollo ed atterraggio; in barca/acqua: preparazione alla lezione in barca, lezione in barca – self-rescue, ridecollo dell’ala, bodydrag, bodydrag di bolina, water-start, downwind.

17 giugno 2016
Storia del kitesurf

Storia del kitesurfing

Il kitesurf. Quello sport incredibile in cui gli elementi chiave sono il vento e il mare, che consiste nel farsi trainare con una tavola da una […]